Marsilio Raggini (1928-1996)
Raggini, gestore di un negozio di frutta e verdura a Bellaria (Rimini), iniziò la decorazione della casa in cui viveva con la moglie e i tre figli negli anni Ottanta del Novecento. Si occupava del negozio nelle ore notturne, facendo la spesa al mercato alle 3 del mattino e rifornendo all’ingrosso gli alberghi locali, dopodiché dedicava il resto della giornata alle sue creazioni.
Tutto iniziò con la decorazione del porticato: all’inizio vi pose dei sassi, in seguito li sostituì con le conchiglie. Dotato di grande abilità costruttiva, eresse anche una seconda casa di fronte alla loro abitazione, adibendola a laboratorio: in un grande pentolone bolliva le conchiglie e le sottoponeva alla pulitura necessaria per poterle usare come elementi decorativi.
Si recava personalmente in spiaggia alla ricerca delle conchiglie adatte e con esse trasformò l’aspetto esteriore dell’edificio, comprendendo l’ingresso, il muro di cinta, i piccoli pozzi presenti in giardino (ora adibiti a fioriere)… Inoltre, costruì delle voliere, passando infine alla realizzazione di piccoli modellini caratterizzati da una struttura in compensato.
Il nome “Casa delle conchiglie”, leggibile su una targhetta dell’ingresso, venne assegnato alla sua casa dai compaesani quando tra gli anni Ottanta e Novanta era diventata una vera attrazione turistica, tanto da finire sui quotidiani locali.
Per Raggini era un piacere intrattenere chiunque si recasse a fargli visita, trascorreva le serate nel giardino ad attendere nuovi visitatori cui fare da guida.
Incontrai i familiari di Raggini nel 2015, quando già una buona parte delle casette era andata rovinandosi e la figlia Isabella stava cercando di prendersi cura della decorazione della casa arrestandone il degrado.
Per la scheda scientifica si rimanda a Costruttori di Babele.
Raggini, dueño de una tienda de frutas y verduras en Bellaria (Rimini), comenzó la decoración de la casa donde vivía con su mujer y sus tres hijos en los años Ochenta del siglo XX. Se encargaba de la tienda por la noche, haciendo las compras en el mercado a las 3 de la mañana y vendiendo al por mayor a los hoteles, después dedicaba el resto del día a sus creaciones.
Todo comenzó con la decoración del pórtico: al principio puso piedras, más tarde las sustituyó por conchas. Dotado de gran habilidad constructiva, erigió también una segunda casa frente a su vivienda, utilizándola como taller: en un caldero hervía las conchas y las sometía a la limpieza necesaria para poder usarlas como elementos decorativos.
Iba personalmente a la playa en busca de las conchas adecuadas y con ellas transformó el aspecto exterior del edificio, incluyendo la entrada, la tapia, los pequeños pozos presentes en el jardín (ahora utilizados como floreros)… Además, construyó pajareras, pasando finalmente a la realización de pequeños modelos caracterizados por una estructura en contrachapado.
El nombre “Casa de las conchas”, legible en una placa de la entrada, fue asignado a su casa por los paisanos cuando entre los años Ochenta y Noventa se había convertido en una verdadera atracción turística, tanto que salió en la prensa local.
Para Raggini era un placer entretener a cualquiera que fuera a visitarlo: pasaba las noches en el jardín esperando nuevos visitantes para guiarlos entre sus obras.
Conocí a la familia de Raggini en 2015, cuando ya una buena parte de las casitas se habían arruinado y su hija Isabella estaba tratando de cuidar la decoración de la casa para detener el deterioro.
Para la ficha técnica consulte Constructores de Babel.
Foto dell’autrice (2015).