Emilio Biviglia (1935-2019)
Emilio (Mimmo) Biviglia è nato il 2 dicembre 1935 a Foligno (Perugia). Avviato fin da giovane alla professione del muratore, per la cura e la maestria con cui svolgeva il suo lavoro era stato soprannominato “maestro”, come pare fosse scritto all’ingresso della sua abitazione.
Devoto alla memoria della moglie Maria, purtroppo deceduta prima di lui in seguito a una grave malattia, è per lei che Emilio, attorno al 2010, si mise all’opera costruendo lungo la strada principale di Casenove (Perugia) un santuario dedicato alla Vergine Maria e a S. Rita, celebrate da diversi “evviva” composti usando i catarifrangenti delle auto.
Con pietre, malta e spatola diede vita a un insieme insolito, abbellito da fiori, statuine, acquasantiere e cartelli da lui stesso scritti. È su uno di questi che si legge: «Questo è il lavoro di Biviglia Emilio suggeritogli da Dio», mentre in un altro si trova un augurio per i visitatori: «Il Signore dia felicità a chi visita questo santuario». Infine, da un terzo cartello si apprende che il santuario probabilmente venne consacrato da don Domenico, il parroco locale.
Emilio dedicò lunghe ore di lavoro alla sua creazione, alternando l’attività di costruzione con la coltivazione dell’orto, altra sua grande passione.
Il cugino Enzo lo ricorda come un uomo buono, sempre sorridente, gentile e generoso con tutti. Spesso le persone si approfittavano della sua bontà, ma nemmeno questo lo scalfiva. Sofferente per non aver potuto diventare padre, nel paesino di Casenove è ricordato un po’ come il secondo padre da molti bambini lì cresciuti che ebbero il piacere di frequentarne la casa.
Non si è fatto in tempo a conoscere Emilio, né a visitare il suo santuario: deceduto nel 2019, della sua opera ora rimangono soltanto poche tracce. La ricerca è iniziata da una fotografia incontrata sui social ed è stato possibile ricostruirne la storia soltanto grazie alle testimonianze di Enzo Biviglia, Lorena Ronconi e Giovanni Galardini, che ringrazio anche per la documentazione fotografica.
Emilio (Mimmo) Biviglia nació el 2 de diciembre de 1935 en Foligno (Perugia). Iniciado desde muy joven en la profesión de albañil, por el cuidado y la maestría con que realizaba su trabajo fue apodado «maestro», como parece que estaba escrito en la entrada de su casa.
Devoto a la memoria de su mujer Maria, que por desgracia murió antes que él por una grave enfermedad, es para ella que Emilio, alrededor del 2010, se puso a construir a lo largo de la calle principal de Casenove (Perugia) un santuario dedicado a la Virgen María y a S. Rita, ambas celebradas por varios «Evviva» compuestos usando los reflectores de los coches.
Con piedras, mortero y espátula dio vida a un conjunto inusual, adornado con flores, estatuillas, fuentes y carteles escritos por él mismo. En uno de ellos se lee: «Esto es el trabajo de Biviglia Emilio sugerido por Dios», mientras que en otro hay un deseo para los visitantes: «Que el Señor dé felicidad a quien visita este santuario». Finalmente, de un tercer cartel se sabe que el santuario probablemente fue consagrado por don Domenico, el párroco local.
Emilio dedicó largas horas de trabajo a su creación, alternando esta actividad de construcción con el cultivo del huerto, otra gran pasión suya.
Su primo Enzo lo recuerda como un hombre bueno, siempre sonriente, amable y generoso con todos. A menudo la gente se aprovechaba de su bondad, pero eso tampoco le molestaba. Sufriendo por no haber podido ser padre, en el pueblo de Casenove es recordado como el segundo padre por muchos niños que crecieron allí y tuvieron el placer de frecuentar su casa.
No llegué a tiempo para conocer a Emilio, ni para visitar su santuario: fallecido en 2019, de su obra ahora quedan pocos rastros. La investigación comenzó con una fotografía encontrada en las redes sociales y fue posible reconstruir su historia solo gracias a los testimonios de Enzo Biviglia, Lorena Ronconi y Giovanni Galardini, que agradezco también para la documentación fotográfica.