Don Pietro Corradi (1881-1962)

Nel cuore della Valnerina, presso il Comune di Foligno (Perugia), esiste un piccolo borgo che da pochi anni è tornato a vivere: Rasiglia. In questo luogo, poco fuori dal piccolo centro, sorge un santuario in cui si è svolta la vicenda di un parroco-scultore ricordato tuttora con affetto e orgoglio dai concittadini.

Don Pietro Corradi, nato a Verchiano (Perugia), ha trascorso a Rasiglia buona parte della sua vita in qualità di parroco: dal 1909 al 1962, anno della sua morte.

Amante dell’arte, non potendola studiare in Seminario, dove non erano previsti corsi di storia dell’arte, nemmeno nel suo rapporto con la fede, si iscrisse in tarda età alla Scuola del Beato Angelico di Milano, frequentandola per l’anno accademico 1924-25, e aderì al movimento degli Amici dell’Arte Cristiana.

Autore di cronache locali, poesie e disegni pubblicati sul giornale «Il Menotre», fondato dal parroco di Leggiana don Pietro Crisanti nel 1927 e pubblicato fino al 1932; da ciò che si riesce a recuperare emerge il ritratto di un uomo schivo, solitario, dall’animo buono e gentile, dotato di una vasta cultura e di un fine senso dell’umorismo. 

Numerose sono le sue opere dislocate in Umbria. Aveva trasformato uno degli ambienti della sacrestia in una sorta di laboratorio destinato alla produzione delle sculture di maggiori dimensioni, mentre quelle più piccole le lavorava direttamente nella sua casa. 

Rasiglia gli è affezionata in particolar modo per quanto realizzato nei pressi del santuario della Vergine delle Grazie: definito dal nostro parroco-artista un’«oasi di fede e d’arte», è un luogo in cui arte, natura e religione si incontrano.

Don Pietro ha abbellito il santuario con le sue creazioni, tra cui ricordo: le figure di Santi scolpite a bassorilievo sulle colonne che reggono la tettoia antistante il santuario; una stele raffigurante un uomo che sostiene una croce posta lungo la strada che conduce al tempietto; infine, una fontana composta da una grande vasca circolare decorata da un delfino in pietra (non più visibile).

Ma ciò che maggiormente attira il nostro interesse è il bassorilievo rupestre rappresentante un leone scolpito direttamente sul profilo di una roccia posta sul retro dell’edificio di culto. Il leone teneva con una zampa un palo e un pannello con scritto Tebaide: nella Bibbia la Tebaide è un luogo di purificazione spirituale destinato a eremiti e anacoreti. Secondo don Corradi, il suo leone doveva dare il benvenuto a chi arrivava al santuario: nel 1956-57, anno della realizzazione, era visibile dalla strada sellanese.

In un ricordo d’epoca si racconta che nell’esecuzione dell’insolito bassorilievo si fece aiutare da un certo Amedeo, detto “Mateo”, «uomo robusto che munito di un’ascia da legna e piccone sagomava la pietra sponga su indicazione dell’artista».

Oggi il leone non è più visibile: una distesa di alberi ne occultano la vista dalla strada, mentre l’edera che cresce sulla superficie rocciosa ne lascia emergere solo qualche particolare.  

Nel 2018 un operaio della Comunità montana, Gelsomino Biancalana, aveva ripulito il leone riportandolo in luce, ma in assenza di una manutenzione continua i rovi e l’erba crescono in modo inarrestabile. In paese c’è ancora chi lo ricorda e vorrebbe che ci si adoperasse per tenerlo costantemente pulito e visibile, in omaggio a don Pietro Corradi.

Diversi sono gli articoli di giornale e i libri che parlano di questo parroco-scultore. In particolare, segnalo il testo: Dante Cesarini, Don Pietro Corradi: parroco, artista, educatore, Ed. Biblioteca Iacobilli, Rasiglia di Foligno 2018.

Ringrazio Milena Martini e Angelo Silvestri per aver reso possibile il mio sopralluogo nel giugno 2025 e per aver condiviso quanto di loro conoscenza. 

En el corazón de la Valnerina, cerca de la ciudad de Foligno (Perugia), hay un pequeño pueblo que ha vuelto a vivir hace pocos años: Rasiglia. En este lugar, justo fuera del pequeño centro, se encuentra un santuario donde tuvo lugar la historia de un cura-escultor recordado todavía con afecto y orgullo por los ciudadanos.

Don Pietro Corradi, nacido en Verchiano (Perugia), ha pasado en Rasiglia gran parte de su vida en calidad de cura: desde 1909 hasta 1962, año de su muerte.

Amante del arte, al no poder estudiarlo en el Seminario, donde no había cursos de historia del arte, ni siquiera en su relación con la fe, se inscribió a una edad avanzada en la Escuela del Beato Angélico de Milán, asistiendo a las clases en el año académico 1924-25, y se unió al movimiento de los Amigos del Arte Cristiano.

Autor de crónicas locales, poesías y dibujos publicados en el periódico «Il Menotre», fundado por el párroco de Leggiana don Pietro Crisanti en 1927 y publicado hasta 1932; de lo que se logra recuperar surge el retrato de un hombre tímido, solitario, de ánimo bueno y amable, dotado de una amplia cultura y un fino sentido del humor. 

Numerosas son las obras suyas en Umbría. Había transformado una de las habitaciones de la sacristía en una especie de laboratorio destinado a la producción de las esculturas de mayores dimensiones, mientras que las más pequeñas las trabajaba directamente en su casa.

Rasiglia lo recuerda con cariño en particular por lo que realizó cerca del santuario de la Virgen de las Gracias: definido por nuestro cura-artista un «oasis de fe y arte», es un lugar donde el arte, la naturaleza y la religión se encuentran.

Don Pietro ha adornado el santuario con sus creaciones, entre las cuales recuerdo: las figuras de Santos talladas en relieve sobre las columnas que sostienen el dosel frente al santuario; una estela que representa a un hombre que sostiene una cruz colocada a lo largo del camino que conduce al templo; por último, una fuente compuesta de un gran tanque circular decorado con un delfín de piedra (ya no visible).

Pero lo que más nos interesa es el bajorrelieve rupestre que representa un león esculpido directamente sobre el perfil de una roca situada en la parte posterior del edificio de culto. El león sostenía con una pata un palo y un panel con la inscripción Tebaide: en la Biblia la Tebaide es un lugar de purificación espiritual destinado a ermitaños y anacoretas. Según padre Corradi, su león debía dar la bienvenida a quien llegaba al santuario: en 1956-57, año de la realización, era visible desde la carretera sellanense.

En una nota de época se cuenta que en la ejecución del inusual bajorrelieve se hizo ayudar por un cierto Amedeo, dicho «Mateo», «hombre robusto que provisto de hacha de leña y pico moldeaba la piedra sponga siguiendo las indicaciones del artista».

Hoy el león ya no es visible: una extensión de árboles ocultan su vista desde la carretera, mientras que la hiedra que crece en la superficie rocosa solo deja salir algunos detalles. 

En 2018, un trabajador de la Comunidad de montaña, Gelsomino Biancalana, limpió el león que volvió a brillar, pero sin un mantenimiento continuo las zarzas y la hierba crecen de manera imparable. En el pueblo todavía hay quien lo recuerda y quisiera que se esforzara por mantenerlo constantemente limpio y visible, en homenaje a don Pietro Corradi.

Varios son los artículos de periódicos y los libros que hablan de este cura-escultor. En particular, señalo el texto: Dante Cesarini, Don Pietro Corradi: párroco, artista, educador, Ed. Biblioteca Iacobilli, Rasiglia de Foligno 2018.

Agradezco a Milena Martini y Angelo Silvestri por haber hecho posible mi visita en junio de 2025 y por compartir tanto de su conocimiento.

 

Foto: nella prima fila le decorazioni scultoree presenti nel porticato antistante il santuario nel giugno 2025; nella seconda fila il leone nel giugno 2025; nell’ultima fila il leone nel 2018 (foto dal web) e la stele nel giugno 2025.