Bruno Bertolo (1937-2017)

Bruno Bertolo, nativo di San Michele al Tagliamento (Venezia), dopo le scuole professionali lavorò presso una fabbrica di metalmeccanica posta a pochi metri dalla casa familiare di Paese (Treviso). Sposatosi con Giovanna, iniziò a costruire la casa destinata ad accogliere lui e la sua famiglia nel 1961, su un pezzo di terreno di proprietà del padre. Partendo da un progetto di base, intervenne in prima persona con aggiunte, modifiche e abbellimenti di ogni tipo. Il desiderio di dare alla moglie e alle tre figlie un rifugio non solo sicuro, ma anche dignitoso, era tale che divenne la sua occupazione principale.

Ogni giorno, dopo le 8 ore di lavoro svolte in fabbrica, rincasava e si dedicava alla sua casa. Tutto era studiato nel minimo dettaglio e la funzionalità doveva coniugarsi con il senso estetico: il sentiero di pietra del giardino traccia il profilo dell’Italia, la fioriera è un mappamondo, le maniglie dei cancelli sono dei serpenti lunghi e affusolati, il pomello del cancello d’entrata si configura come una medusa comoda da afferrare con il suo corpo tondeggiante.

A ispirarlo il mondo acquatico che amava: all’ingresso facevano bella mostra di sé numerosi animali marini. Portava a casa dal luogo di lavoro il cemento di recupero che impiegava nelle sue costruzioni. Aveva anche ideato una tecnica di decorazione insolita: tracciava parte degli elementi figurativi con il silicone, provvedendo poi a dipingerli.

Un arco, realizzato in cemento e coronato da un tetto a cuspide, circonda il cancello d’entrata altrettanto tondeggiante, ottenuto dalla lamiera proveniente da un’astronave che Bruno aveva costruito per un carro del Carnevale di Treviso. Un polipo (i cui occhi funzionano da campanello), un paio di pesci, un’anguilla, un cavalluccio marino, una conchiglia, una stella marina e delle meduse nuotano tra alghe e coralli animando la superficie del cancello.  La rete di recinzione, invece, simula l’aspetto di una rete da pesca e molti altri animaletti animavano le nicchie ricavate lungo il muretto di recinzione: ora non più in loco poiché la famiglia decise di rimuoverli per salvaguardarli da possibili atti di vandalismo.

Un altro cancello, conducente al garage, mostra delle gru circondate dagli altri animali tipici degli stagni: una tartaruga, una rana, una lumaca e alcuni serpenti vivono tra canne e calle. Soltanto a una delle tre gru rappresentate aveva messo il becco aperto e le ali spiegate poiché – come spiegò lo stesso artista alle figlie – era l’unica a venire spaventata dai serpenti che la fronteggiano. Più arretrata, a completare l’insieme, un’aquila si staglia sulla sommità di un lampione.

Suo punto di riferimento era l’enciclopedia Conoscere che aveva in casa e che lo aiutò a studiare gli animali raffigurati in modo meticoloso. Bruno amava la natura in ogni sua forma: non solo decorò la casa con animali di ferro, ma coltivava anche fiori e piante di vario tipo che dovevano concorrere all’effetto scenografico. Non trascurò nemmeno la pittura: i parapetti delle terrazze accolgono delle rappresentazioni in bassorilievo realizzate sempre con il cemento di recupero e dipinte con la vernice.

Bruno era una persona molto solitaria e generosa: numerosi sono i lavori d’artigianato svolti per parenti, amici e conoscenti a titolo gratuito. Inoltre, la sua casa richiedeva continua manutenzione: non appena terminava la creazione di un’opera, era necessario provvedere alla risistemazione delle altre.

La sua dedizione era così totale da averlo portato a sacrificare il tempo libero da trascorrere con i propri cari, mettendo a dura prova la moglie che dimostrò tutto il suo amore per il marito comprendendolo e appoggiandolo.

Ringrazio Gabriele Cristofer Tiveron per la segnalazione e la famiglia Bertolo per la disponibilità, la gentilezza e le informazioni.

Bruno Bertolo (1937-2017), nativo de San Michele al Tagliamento (Venecia), después de las escuelas profesionales trabajó en una fábrica de metalmecánica situada a pocos metros de la casa familiar de Paese (Treviso). Casado con Giovanna, comenzó a construir la casa destinada a su familia en 1961, en un terreno de su padre. Partiendo de un proyecto básico, intervino en primera persona con adiciones, modificaciones y adornos de todo tipo. El deseo de dar a su mujer y sus tres hijas un refugio no solo seguro, sino también digno, era tal que se convirtió en su ocupación principal.

Cada día, después de las 8 horas de trabajo en fábrica, regresaba y se dedicaba a su casa. Todo estaba estudiado en el mínimo detalle y la funcionalidad debía conjugarse con el gusto estético: el camino de piedra del jardín traza el perfil de Italia, el florero es un mapamundi, las manijas de las puertas son serpientes largas y afiladas, el pomo de la entrada se configura como una medusa cómoda para agarrarla con su cuerpo redondeado.

Bruno se inspiraba en el mundo acuático que amaba: en la entrada se encontraban numerosos animales marinos. Llevaba a casa desde su lugar de trabajo el cemento recuperado que empleaba en sus construcciones. También había ideado una técnica de decoración inusual: trazaba parte de los elementos figurativos con la silicona, procediendo después a pintarlos.

Un arco, hecho de hormigón y coronado por un techo en cúspide, rodea la puerta de entrada igualmente redondeada, obtenida de la chapa procedente de una nave espacial que Bruno había construido para un carro del Carnaval de Treviso. Un pulpo (cuyos ojos funcionan como timbres), un par de peces, una anguila, un caballito de mar, una concha, una estrella de mar y medusas nadan entre algas y corales animando la superficie de la entrada.  La red de la valla, en cambio, simula el aspecto de una red de pesca y muchos otros animales animaban los nichos tallados a lo largo del muro de la valla: ahora ya no están allí porque la familia decidió retirarlos para protegerlos de posibles actos de vandalismo.

Otra puerta, que conduce al garaje, muestra grullas rodeadas de otros animales típicos de los estanques: una tortuga, una rana, un caracol y algunas serpientes viven entre cañas y calles. Solo a una de las tres grullas representadas había puesto el pico abierto y las alas desplegadas ya que – como explicó el mismo artista a las hijas – era la única que venía asustada por las serpientes que están frente a ella. Más atrás, para completar el conjunto, un águila se alza sobre una farola.

Su punto de referencia era la enciclopedia Conocer que tenía en casa y que lo ayudó a estudiar los animales representados de manera meticulosa. Bruno amaba la naturaleza en todas sus formas: no solo decoró la casa con animales de hierro, sino que también cultivaba flores y plantas de varios tipos que debían contribuir al efecto escenográfico. Tampoco descuidó la pintura: las barandillas de las terrazas acogen representaciones en relieve realizadas siempre con el cemento recuperado y pintadas con la pintura.

Bruno era una persona muy solitaria y generosa: son numerosos los trabajos de artesanía realizados para familiares, amigos y conocidos a título gratuito. Además, su casa requería un mantenimiento continuo: tan pronto como terminaba la creación de una obra, era necesario ocuparse del reacondicionamiento de las demás.

Su dedicación era tan total que lo llevó a sacrificar el tiempo libre para pasar con su familia, poniendo a prueba a su mujer que demostró todo su amor por el marido comprendiéndolo y apoyándolo.

Agradezco a Gabriele Cristofer Tiveron para la indicación y a la familia Bertolo por su disponibilidad, amabilidad y por las informaciones.

 

Foto dell’autrice (2025).